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Vitamina K nei neonati alta o bassa: ecco le terapie da seguire
La vitamina K è una sostanza importante per coagulazione del sangue che se carente nei primi mesi di vita può esporre il bimbo alla “malattia emorragica del neonato”. Vediamo come provi rimedio e integrare questa vitamina

La vitamina K, di cui la più importante è la K1 (ma esistono anche la K2, prodotta dalla nostra flora batterica intestinale, e la K3 di sintesi chimica) è un composto naturale, di origine alimentare, che svolge una funzione importantissima a livello epatico, dove regola i fattori della coagulazione.
Questo significa che una eventuale carenza porta al rischio di emorragie. Questo pericolo è particolarmente insidioso per i neonati, in particolare quelli allattati al seno. Infatti la vitamina K non sintetica la troviamo negli alimenti vegetali, nel latte formulato e in quello vaccino, mentre nel latte materno è scarsamente presente.
Ma come, direte voi, l’allattamento al seno non viene consigliato fino almeno ai 6 mesi di vita del bebè onde fornirgli tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno e gli anticorpi per costruirsi il suo sistema immunitario? La risposta è sì, naturalmente. Infatti dal momento che buona parte delle nostre riserve di vitamina K arrivano dalla nostra flora batterica intestinale o microbiota (sono proprio i batteri che la sintetizzano), è molto difficile trovarsi in condizione di ipovitaminosi K, a meno che, oltre ad una dieta del tutto carente di questa vitamina, non siamo soggetti a problemi intestinali con sindrome da malassorbimento o insufficiente produzione batterica (intestino sterile).
In questa condizione possono ritrovarsi i neonati dopo aver sofferto di diarrea per periodi prolungati, ad esempio, o di intolleranze alimentari. In questo caso il rischio da carenza di vitamina K è che si manifestino i sintomi di quella che viene chiamata Malattia Emorragica del Neonato (MEN), a sua volta distinta in te varianti:
- Classica: colpisce i neonati allattati al seno e viene definita carenza fisiologica. I sintomi si manifestano dopo il primo giorno dalla nascita con sanguinamento nell’area intestinale, emorragie cerebrali, sanguinamento del cordone ombelicale e formazione di ematomi
- Precoce: questa carenza del neonato è conseguenza di trattamenti materni con farmaci che interferiscono con la produzione di vitamina K. Il bebè viene colpito subito da emorragie, prima delle prime 24 ore dalla nascita, con conseguenza lievi oppure molto serie
- Tardiva: in questo caso i sintomi emorragici esordiscono a circa un mese dalla nascita e possono essere conseguenza di infezioni intestinali con diarrea o malattie infiammatorie di origine allergica come la celiachia
La cura per la MEN consiste nella somministrazione di vitamina K di sintesi per via intramuscolare. In genere la dose per tutti i neonati con questa sindrome è di 1 mg in unica dose subito dopo la nascita. Successivamente, però, la terapia prevede una dose di 2 mg di Konakion (vitamina K1 di sintesi) alla settimana da somministrarsi per bocca (2 gocce circa), il tutto per un tempo di almeno 6 settimane. Naturalmente questa profilassi si deve seguire dietro stretto monitoraggio del pediatra e solo se necessario perché se si eccede il bambino può andare incontro a disturbi provocati proprio da una ipervitaminosi K, con sintomi come ittero, anemia e persino rischio per la sua vita. L’immediata interruzione della profilassi è la terapia da seguire in questo caso.