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Mamme da legare: Lasciare che il bambino si sporchi mentre gioca o rimproverarlo?

Se c’era una cosa che mi piaceva fare, da bambina, era giocare nel minuscolo giardino che avevamo a casa.

Non trascorrevo bucoliche ore a osservare i fiori e le farfalle piantando bulbi di giacinti, né recidevo rose da donare a mia madre. Impastavo fango.

Aprivo l’acqua, facevo praticamente la doccia mentre dirigevo il getto sul terreno, e partivo verso i lidi della panificazione con la terra anziché con la farina. Non so esattamente cosa mi aspettassi da pagnotte e pizze di fango, forse fingevo di venderle: ricordo solo che mi piaceva tantissimo. Spesso aggiungevo all’impasto foglie e fiori, perché alla clientela bisognava pur offrire una vasta scelta di prodotti.

Ricordo qualche rimprovero di mia madre, ma nulla di esagerato: per lo più avveniva quando sporcavo muri e vialetto, e difficilmente erano diretti alla mia persona, ridotta come una statua d’argilla. Questa tolleranza di alcuni genitori, adesso che genitrice lo sono anch’io, me la spiego solo in un modo: la doccia ai bambini comunque la si deve fare ogni giorno, tanto vale guadagnare qualche ora di tranquillità mentre i pargoli giocano in giardino.

La stessa scena si ripeteva anche al mare: bastava un po’ di sole e io impastavo, figuriamoci quindi durante la bella stagione! E questa scena l’ho rivissuta lustri dopo, con mia figlia: tubo per innaffiare, terra e innaffiatoio. Un trionfo di sporcizia. Anche perché la bambina non è ancora del tutto stabile sulle gambette, quindi sarà caduta nel fango tre, quattro volte. Pantaloni marroni (erano gialli, in origine), maglia grondante acqua posata su una sedia ad asciugare, sandali inservibili e capelli, gambe e braccia inguardabili. Sembrava un’ospite di uno stabilimento termale durante i fanghi.

E mia madre che fa? “Si bagna, si raffredda, cade!”. Eh, no, cara mamma. Adesso mi riposo io mentre tua nipote è lì che si sporca. Questa è la mia ora di libertà: che si bagni, si raffreddi e cada. Tanto il bagnetto devo farglielo lo stesso. E poi si diverte, sta facendo il suo lavoro: sporcarsi senza nemmeno rendersene conto. Arriverà purtroppo il tempo in cui, per uscire, controllerà che il singolo capello non sia fuori posto: questi sono gli unici anni di autentica libertà. Vai a sporcarti, amore mio, che intanto la mamma si riposa un po’ sulla sdraio.

Foto | Flickr

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