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Crescita

L’ adolescenza dei bambini adottati: le difficoltà da affrontare

L’adolescenza è una fase molto delicata per tutti i bambini, ma quelli adottati devono affrontare qualche difficoltà in più. Vediamo come aiutarli

L’adolescenza è quella fase della vita definita spesso come “critica”, che traghetta dall’infanzia all’età adulta e che include, naturalmente, lo sviluppo puberale.

Ogni ragazzino e ragazzina durante gli anni adolescenziali si trova a vivere grandi cambiamenti nel proprio corpo e nella propria “testa”, perché di pari passo con la maturazione dei caratteri sessuali secondari e dello sviluppo in altezza, avviene anche una crescita, una maturazione a livello cerebrale, intellettivo.

Dal punto di vista emotivo, psicologico, poi, avvengono forse le modifiche più significative, perché l’adolescente muta radicalmente il carattere, sulla spinta ormonale, sperimenta i primi turbamenti d’amore, intreccia relazioni sentimentali e sessuali e si fa nuovi amici che, spesso, resteranno tali per tutta la vita.

La personalità si forma, i gusti maturano, la mente si “allarga”, si sviluppano le inclinazioni naturali che porteranno il ragazzo a scegliere che direzione dare alla propria vita. Il tutto “condito” con grandi fasi di ribellione, del tutto naturali, tentativi di delimitare i propri spazi e rendersi autonomi, e soprattutto una prima presa di distanza dai genitori, i cui valori e credenze, prima accettati passivamente, vengono ora messi in discussione.

Un ragazzino adottato vivrà nell’adolescenza difficoltà superiori rispetto agli altri coetanei, perché tutte le modifiche psico-fisiche che si troverà a vivere, si assoceranno alle crisi provocate dal sentirsi diverso dagli altri, più “precario”, diremmo, usando un’espressione più che abusata.

Cosa scatta nella mente di un bambino adottato, che naturalmente sappia di essere tale, anche se sia arrivato nella famiglia adottiva da piccolissimo se non neonato? Il problema maggiore, i dubbi che attanagliano l’adolescente, sono legati al concetto di “abbandono“, e di identità.

Ogni adolescente cerca la propria, il proprio posto nel mondo, ma quando le proprie radici siano state “recise” alla matrice, quando si sia già sperimentato un primo, anzi, diremmo originario abbandono da parte dei genitori naturali, allora l’insicurezza che il ragazzo e la ragazzo adottati sperimenteranno, così come il senso di instabilità, saranno decisamente superiori.

Questo può portare a maturare atteggiamenti ancora più radicali rispetto a quelli che ci si aspetta da un adolescente: ad esempio un eccesso di spavalderia, toni di sfida nei confronti dei genitori adottivi, tentativi di fuga da casa, oppure tendenza all’isolamento. L’adolescente adottato cercherà, insomma, di trovare delle sicurezze in modo diversi ma spesso poco efficaci, se non orientati in modo costruttivo dalla sua famiglia.

Compito dei genitori sarà quello di fornire al ragazzo o alla ragazza tutte le risposte che chiede, anche relativamente alla propria storia di adottato, o al recupero delle informazioni sui genitori biologici e sulle proprie origini, se ciò è possibile.

E’ importante rimanere molto elastici e non irrigidirsi in posizioni troppo dogmatiche – “Fai quello che ti diciamo noi perché noi ti amiamo e sappiamo cosa è meglio per te” – ma piuttosto restare rilassati e tranquilli, anche di fronte agli atteggiamenti più aggressivi del ragazzo.

Questo non significa perdonargliele tutte! Al contrario, le regole dovranno restare ben chiare, ma è cruciale che l’adolescente adottato, che tende a mettere alla prova i suoi genitori non naturali, sappia che in casa troverà sempre e comunque, qualunque cosa faccia, un porto sicuro, un luogo accogliente, sereno, affettuoso.

Non lesinate coccole e carezze, perché talvolta basta solo un gesto di affetto al momento giusto, per far scaricare ogni tensione. L’adolescenza, poi, non dura per sempre, e maturando in una famiglia che lo ama, il ragazzo adottato si sentirà sempre più tranquillo e al sicuro, consapevole di essere stato voluto e amato proprio come tutti gli altri, se non di più, e questa consapevolezza nutrirà il suo cuore e rinsalderà la sua autostima.

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Foto| via Pinterest

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